Quando muore un operaio è un tragico incidente, quando vola un uovo su un servo dei padroni la chiamano violenza… Massima solidarietà e complicità con i compagni e le compagne di Action e dopo Bergamo, Livorno e Roma ora a chi tocca?
tratto dal blog di militantgiovedì 7 ottobre 2010
Uova alla Cisl di Livorno: la parola ad un operaio che c'era
Pubblichiamo un intervento inviatoci da un operaio di una fabbrica della componentistica auto e iscritto Fiom. Come sempre garantiamo l'anonimato ai lavoratori che vogliono parlare direttamente senza aver bisogno del filtro di qualche sindacalista pompiere di professione. E ora più che mai garantiamo l'anonimato in un clima da caccia alle streghe e di parole usate a sproposito come squadrismo e terrorismo. Un intervento che spiega bene sia le motivazioni politiche che lo stato d'animo che hanno portato un gruppo di operai a manifestare dopo il corteo sotto la sede della Cisl. Lo ringraziamo per aver scelto il nostro sito per esprimere un punto di vista che tra l'altro noi condividiamo in pieno. red. 6 ottobre 2010
L'intervento
In quanto presente alla manifestazione di venerdi 1° ottobre volevo spendere due parole sui fatti accaduti.
Partiamo dall’ inizio: alle ore 10 è partita la manifestazione di protesta contro l’ipotesi di contratto sottoscritta da Federmeccanica con Cisl e Uil (peraltro sindacati di minoranza) del settore metalmeccanico, che annullerebbe il già presente contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, fatto che ritengo grave e poco democratico.
Tra l’ altro, all’ interno del corteo, sono presenti anche diversi iscritti alla Cisl e alla Uil, cosa che speriamo faccia riflettere le stesse sigle.
Il corteo si svolge per le vie del centro città tra slogan ironici e cori di rabbia contro il contratto, con all’interno varie realtà lavorative tra le quali, Inalfa, ennesima fabbrica prossima alla chiusura, Trw, Pierburg, Intier, Cantiere e Magna ecc… tutto nella massima tranquillità fino ad arrivare fin sotto Confindustria dove è scoppiata la protesta dei lavoratori con cori e lancio di uova, ma senza nessun momento di tensione.
Dopo una mezz’ora la manifestazione si è sciolta ed un gruppo di lavoratori ha deciso di andare a mostrare il proprio dissenso e la propria rabbia sotto la sede della Cisl locale. Anche lì cori e qualche insulto, poi il lancio di qualche uovo (e non di sassi come dichiarano loro), e il colpo di scena che rivela la difficoltà della Cisl a spiegare loro presa di posizione.
Entro nel merito: in queste situazioni una confederazione seria abbassa le serrande ed incassa la contestazione, magari si può anche interrogare sul perché i lavoratori siano cosi arrabbiati con loro, e invece no: si spalancano le serrande e a seguire le finestre dove si affacciano impiegate ed impiegati che cominciano ad insultare i manifestanti (magari lavoratori con 5/6 mesi di cassaintegrazione sulle spalle), quasi a cercare lo scontro. Infatti, dopo poco, un impiegato scende giù in atto provocatorio quasi a dire “avanti, venite”, ma la risposta intelligente di noi operai è stata nell’invitarlo a risalire per non cadere in quel tranello che ci voleva strumentalizzare come aggressori.
Eppure ciò è avvenuto lo stesso, e i nostri accusatori, oltretutto, non erano neanche presenti né ai fatti né alla manifestazione.
Tantissimi i nostri detrattori: Cisl, Sindaco, Pres. della Provincia, Pres. della Regione, Pd, Pdl ecc…….
Che dire a personaggi come Cerza e Pardini (segr. Cisl) che ci definiscono SQUADRISTI o BRIGATE ROSSE? Solo poche parole, anzi un consiglio: ripassate la storia dell’Italia. Perché gli SQUADRISTI e le BRIGATE ROSSE che loro tirano in ballo, con le uova potevano farci una bella frittata (come sta per altro facendo la loro sigla sindacale), non usavano certo le uova come arma di attacco!
Li invito ad interrogarsi sul loro operato nei nostri confronti.
Poi in questi casi non manca mai la lamentela dei vari Taradash, Tamburini e company che non fanno altro che dire che non possono fare politica a Livorno perché vengono sempre ostacolati (se pensassero al bene comune di tutti i cittadini anziché cercare di creare sempre più insicurezza e allarmismo tra i cittadini, forse avrebbero anche più seguito). Taradash, probabilmente, non sapeva neanche per cosa stavamo manifestando, visto che dichiara che siamo gli stessi che hanno contestato lui e il suo partito (peraltro giustamente, nell’ennesimo tentativo di strumentalizzazione per i fatti di Via dei Mulini): noi siamo solo operai che non ce la fanno più a sopportare tutti gli abusi che ci sono stati fatti nel corso degli anni lavorativi.
Arriva puntuale anche il Pd, che dice che gesti come questi indeboliscano le relazioni sindacali.
Beato il Pd che vede i rapporti tra sindacati, perché io vedo calato un bel poker composto da Machionne, Cisl, Uil e Governo che hanno la ferma intenzione di smantellare il settore-auto il più possibile e, quel poco che rimane, ridurlo al modello made in China, con niente pause, niente mutua pagata o quasi, straordinari senza possibilità di rifiutarsi perché comandati dal bellissimo nuovo contratto ecc…..
Se questi, secondo il Pd, sono rapporti sindacali si capisce ben presto perché, in questo momento storico, la “sinistra” italiana non riesce a far fuori una volta per tutte questo Governo arrogante e volgare che tutto il mondo ci sbeffeggia.
Arriviamo alle istituzioni: posso capire che, in quanto tali, non possono far altro che condannare il lancio di uova e cercare di riportare la calma per arrivare ad un dialogo tra le parti (cosa che peraltro, in alcune realtà lavorative, è anche già successa, con raccolta-firme per chiedere a Cisl e Uil un’assemblea unitaria, sempre negata dalle sigle suddette), però non sarebbe stato male se almeno un elemento dell’amministrazione comunale fosse venuto a portarci la loro solidarietà.
Dico questo perché loro purtroppo sanno meglio di chiunque altro l’aria di paura e disperazione che si respira nelle nostre fabbriche.
Perché loro, in prima persona, hanno dovuto (causa il ruolo che ricoprono) affrontare tantissimi tavoli con le multinazionali ed i sindacati per far si che non si perdessero ancora posti di lavoro, quindi, magari, anche a noi avrebbe fatto piacere vederli al nostro fianco sempre, e non solo quando siamo sotto le elezioni.
E ora arriva la nota più dolente: segr.Cgil Strazzullo e segr.Fiom Pedini, può anche essere giusto portare la solidarietà alla Cisl, ma, definire IMBECILLI, CRETINI (come appare sui giornali locali) gli operai, che in qualche modo vi danno lo stipendio, con la quota mensile trattenuta dalle buste paga, mi sembra un fatto gravissimo. E non finisce qui, addirittura dire che i contestatori non c’entrano niente con Cgil e Fiom e che non sono loro iscritti, dopo che le persone che sono andate a contestare, prima, erano sotto Confindustria (quindi alla stessa manifestazione), mi sembra ancora più grave.
Io, da loro, mi sarei aspettato una smentita di quelle offese sulla stessa stampa (che non è arrivata e quindi lascia pensare che realmente ci siano state) ed una dura presa di posizione nei confronti della Cisl affinché si andasse verso un nuovo confronto a livello nazionale per cercare di fermare questa barbarie che i loro iscritti (e non solo!) stanno subendo, facendoli capire che, per guadagnarsi i diritti in passato, i lavoratori ci hanno rimesso anche la pelle e non basta il primo Marchionne che viene per venderli!
Chiudo spiegando a questi signori che noi scendiamo in piazza e ci arrabbiamo solo perché pretendiamo e vogliamo che sia fatto come si prevede in DEMOCRAZIA (parola che a loro piace tanto usare ma poi o fai come dicono loro o si fa festa): questo pseudo-contratto deve essere messo al voto con un referendum tra tutti gli operai, perchè siamo noi che dobbiamo decidere il nostro futuro, non chi sta dietro le scrivanie e guadagna cifre da spavento.
Chiediamo solo quello che ci spetta: in piazza scendono persone che hanno un cervello e una dignità, che sanno l’importanza che ha il lavoro svolto quotidianamente, che è fondamentale per un normale e legittimo svolgimento della vita loro e delle proprie famiglie. Oltretutto molti di noi sono anche già usurati per i ritmi alti del lavoro che hanno svolto nel corso degli anni nelle rispettive realtà lavorative: con questo nuovo pseudo-contratto i ritmi saranno destinati a salire, tutto ciò è paradossale ma purtroppo è la dura e cruda verità.
Un ringraziamento particolare a tutti quelli che ci sono stati vicini e che ci hanno espresso la loro solidarietà, ed un invito ai nostri rappresentanti sindacali: prendete esempio da Giorgio Cremaschi, ex Segretario Nazionale Cgil-Fiom!
NOI NON MOLLEREMO: I DIRITTI DEI LAVORATORI NON SI TOCCANO, NE’ ORA NE’ MAI!!!!!!
Una tuta blu
Tratto da www.senzasote.it
martedì 5 ottobre 2010
Omicidio Cucchi, i familiari attaccano: «Il processo è basato su una bugia»

Il giudice Rosalba Liso deciderà il 19 ottobre prossimo se disporre una perizia, con le forme dell’incidente probatorio, che accerti, una volta per tutte, se Stefano Cucchi sia morto per il pestaggio subito dagli agenti della polizia penitenziaria mentre si trovava nei sotterranei del tribunale di Roma prima del processo per direttissima. I familiari del 31enne ragioniere, deceduto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Sandro Pertini dopo essere stato arrestato sei giorni prima dai carabinieri per il possesso di 20 grammi di erba, si sono costituiti parte civile [assieme al Comune di Roma] nell’udienza preliminare a carico di 13 imputati [3 poliziotti penitenziari, un dirigente del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e 9 tra medici e infermieri dello stesso ospedale] chiedendo, attraverso gli avvocati Fabio Anselmo e Dario Piccioni, un accertamento medico-legale ‘super partes’ che, alla fine, attribuisca ai tre agenti il reato di omicidio preterintenzionale e non quello, molto più lieve, di lesioni colpose e abuso di autorità, come hanno optato i pm.
lunedì 4 ottobre 2010
Le vittime della Cisl
Le parole più pesanti sono quelle dell'Avvenire, quotidiano cattolico portavoce dei vescovi che parla di sede Cisl "assaltata" da "un manipolo di facinorosi " e di guerriglia a senso unico. Una vera e propria manipolazione della verità perchè la sede Cisl di Livorno non è stata assaltata ma soltanto fatta segno ad un serrato lancio di uova e di palloncini pieni di acqua colorata. Qualcuno aggiunge le pietre ma la presenza di queste deve essere provata . Non c'erano pietre!
giovedì 30 settembre 2010
Comunicato di solidarietà ai lavoratori della Meraklon.
“Siamo arrivati all’esasperazione”, “così non possiamo continuare”, “mancano le materie prime”.
Queste sono le dichiarazioni degli operai della Meraklon di Terni che stamattina si trovavano davanti ai cancelli per protestare contro la gestione dell’imprenditore laziale Giampaolo Fiorletta che tre anni fa è diventato il nuovo proprietario del sito di Terni.
La Meraklon come azienda indipendente nasce il 1 gennaio 1998. Negli anni 1998-2001, vengono realizzati consistenti investimenti con la messa in marcia di due nuove linee produttive di fiocco ed una nuova linea di filo continuo nel sito di Terni.
Nel 1999 Meraklon ha acquisito dalla Radici la Polymekon, azienda produttrice di fiocco a Zibido (Milano). Nel corso del 2003, a seguito di un processo di razionalizzazione, gli impianti di produzione fiocco di Zibido vengono concentrati in un unico sito: Terni.
La capacità produttiva di Meraklon è di 65.000 Tons/anno di fiocco e di 10.000 tons/anno di filo continuo e vengono impiegate circa 290 persone. La Meraklon risulta essere uno dei principali produttori di fiocco e filo continuo a livello europeo.
L’entrata in scena di Fiorletta è stata accompagnata da tante promesse di rilancio dell’azienda che sta vivendo in pieno il periodo di crisi ma che in realtà si sono concretizzate in poco tempo nell’obiettivo del padrone: lo smantellamento del polo chimico e tessile.
In questa situazione chi ci rimette sono come sempre gli operai che hanno già terminato la cassa integrazione ordinaria e si trovano in cassa integrazione straordinaria che tra le altre cose il 14 di dicembre dovrà chiudere.
Lunedì Fiorletta durante un incontro sindacale ha promesso l’ennesimo piano di rilancio industriale ( alla quale non crede nessuno ) che prevede un investimento per oltre 10 milioni di euro. Tutto ciò dovrebbe avvenire entro il prossimo 10 ottobre. E tutto ciò mentre Fiorletta, ormai da tempo non paga alcun fornitore e non compra le materie prime per mandare avanti la produzione infatti l'autonomia per continuare a produrre sarebbe di 24/48 ore.
A tutto questo va aggiunto che l’imprenditore laziale ha aperto due nuove società immobiliari: MONDO IMMOBILIARE e UNIVERSO IMMOBILIARE e nelle quali vengono trasferiti rispettivamente gli immobili del settore di produzione del filo continuo e del fiocco.
Come beffa finale a tutta questa situazione c’è da denunciare che i dipendenti della Meraklon ormai non vedono più pagati i loro fondi Pensionistici, il fondo di assistenza sanitaria ed i contributi sindacali, tutti soldi che rimangono nelle tasche del padrone, per farci cosa poi è un mistero, perchè i debiti, come già detto, continuano ad esistere.
Dopo aver denunciato il tutto alla “Direzione Provinciale del Lavoro”, le 250 famiglie della Meraklon attendono una risposta, ma non attendono con le mani conserte, LOTTANO PER IL DIRITTO AL LAVORO.
È stato prolungato lo sciopero del sito fino al 4 Ottobre 2010, nel frattempo invitiamo tutti a partecipare ai prossimi appuntamenti di protesta per far si che tutta la cittadinanza esprima la propria solidarietà all’ennesima crisi del lavoro dipendente di questa città.
Gli appuntamenti sono per tutti domani Venerdi 1 Ottobre alle ore 10.30 Per un SIT IN sotto la prefettura di Terni, Sabato ore 20.30 LA NOTTE BIANCA DEI LAVORATORI ovvero, una fiaccolata che partirà da Piazza della Repubblica.
Il CSA Germinal Cimarelli, e l’ass.ne Primidellastrada non possono che esprimere la massima solidarietà con i lavoratori della Meraklon ed appoggiarli con la presenza diretta per ogni iniziativa verrà fatta in futuro.
NON UN PASSO INDIETRO!!!!
CSA Germinal Cimarelli
ASS.ne Primidellastrada
Una Notte Bianca Per dimenticare Un'Estate Nera

23/04/2010 – Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo firma un’ordinanza promossa dagli assessori Guerra, Fabbri e Bencivenga.
Il testo prevede una serie di restrizioni riguardo le attività di intrattenimento e musicali nel territorio comunale, ovvero, in soldoni, a mezzanotte coprifuoco sonoro.
Seguirà un’altra ordinanza contro l’uso di bevande alcoliche dopo le ore 22.00 per le strade cittadine.
Negli stessi giorni il CSA Germinal Cimarelli ed il Centro giovanile di Palmetta, ultimavano i preparativi per la stagione estiva di concerti gratuiti, unico periodo utile, per realtà che vivono di autofinanziamento e volontariato, di organizzare eventi per i giovani del territorio.
Ricordiamo che stiamo parlando di spazi restituiti alla città che erano in fase di abbandono e nel più totale degrado.
12/06/2010 – Nel centro di Palmetta si svolgeva una serata di “Nutrimenti”, evento patrocinato dal comune di Terni, dalla Regione Umbria e dal Ministero della Gioventù. Nel C.S.A. Cimarelli, invece, si ricordava la liberazione della città dall’occupazione Nazi-Fascista.
Nella notte, la Polizia Municipale si presentava, in borghese negli spazi, con l’obbiettivo di sanzionare, con provvedimenti amministrativi superiori a 5 mila euro, le uniche due realtà che nella città offrono cultura ed aggregazione fuori da logiche commerciali.
Nei giorni seguenti, alle multe, si sommano notifiche ed atti restrittivi che vietano nei fatti la somministrazione di cibi e bevande e la realizzazione di qualsiasi attività credendo che l’inquinamento acustico sia il vero problema di questa città, dimenticandosi che il vero inquinamento è quello dell’acqua dell’aria e del suolo.
L’immediata risposta dei due Centri arriva con la presentazione di oltre un migliaio di firme di giovani che chiedono il ritiro delle ordinanze, puntualmente ignorate dal Sindaco e soci.
Quella che abbiamo appena descritto è l’ESTATE NERA dei giovani, delle associazioni e degli spazi di aggregazione di questa città, che si avvicina sempre di più all’essere una città dormitorio del tipo produci, consuma e crepa.
02/10/2010 – Per porre rimedio all’oscurità estiva, come se nulla fosse, tutti in piazza per la Notte Bianca che a dire dell’assessore Fabbri (promotrice dell’ordinanza) dovrebbe essere: “ la forte integrazione nel tessuto urbano di tre linee: della cultura, dell’architettura, e del commercio. Vogliamo offrire una festa per la città ed con la città, che incoraggi anche chi vive nei territori limitrofi a venire in centro”, scordandosi che chi vive in città si è rifugiato per tre mesi nei comuni limitrofi, ma soprattutto che la cultura non è robetta da una sola notte.
La dichiarazione dell’assessore Fabbri è esaustiva di per se, per capire la linea politica di un’amministrazione comunale incapace di comprendere le esigenze di aggregazione di una comunità.
Non è possibile cancellare con un colpo di spugna gli ostacoli che hanno posto a chi aggrega e fa cultura senza toccare le casse comunali.
Non è una notte bianca che garantisce l’interesse del comune per le politiche giovanili e sociali. La notte bianca non è altro che un modo per dimostrare, a chi ci casca, che l’amministrazione ha realizzato qualcosa per i giovani, puntando sull’integrazione e la cultura, la notte bianca in realtà mira a tener buoni gli animi di chi ha voglia di socializzare e divertirsi, ad abbassare lo scontro politico che si è venuto a creare nel periodo estivo e a cercare consensi per la prossima tornata elettorale, come dimostra la presenza, questa mattina, delle associazioni di Conf. Esercenti e Commercianti alla conferenza stampa che ha presentato l’iniziativa, come per dargli un premio di consolazione dopo che questa estate hanno manifestato ad alta voce il dissenso a queste ordinanze, chiaramente per motivi economici.
Questo e solo questo è l’obiettivo di questa serata.
A confermare il tutto, l’organizzazione di un evento che permette ai locali commerciali di avere la possibilità di rifarsi dei mancati introiti estivi, con deroghe per tavoli e musica fino alle ore 3.00.
Chi ha vissuto in prima persona l’estate nera di Terni non potrà dimenticare l’incapacità politica di un gruppo di dilettanti
A Terni c’è chi crede che una città è viva quando c’è una presenza costante nel tessuto sociale da parte delle istituzioni e quando chi la abita la riempie di contenuti e strumenti per la socializzazione, l’informazione e la cultura senza il bisogno di sponsor privati.
Alla luce di quanto appena detto chiediamo:
una notte bianca può far dimenticare un’estate nera?
CSA Germinal Cimarelli
Centro Giovanile di Palmetta
martedì 21 settembre 2010
Operazione di polizia a Bologna contro la contestazione a Maroni
Bologna - Un arresto domiciliare e molti obblighi di firma per 7 attivisti bolognesi.
Questa mattina un'operazione di polizia ha visto, ad un anno di distanza, la consegna di atti restrittivi della libertà personale a molti attivisti dell'Onda bolognese. Un attivista è sottoposto agli arresti domiciliari, mente altri sono stati colpiti da obbligo di firma. L'ordinanza è stata firmata dal Pm Luca Tampieri.
I fatti contestati si riferiscono alla manifestazione organizzata dall'Onda bolognese il 29 settembre 2009 contro la presenza intollerabile del Ministro dell'Interno Maroni, persecutore dei diritti dei migranti. Quel giorno tantissimi e tantissime antirazzisti/e andarono a contestare la presenza in zona universitaria di quello che era ed è tuttora uno dei personaggi-simbolo del governo Berlusconi fatto di razzismo e respingimenti.
Quel giorno furono portati in piazza canotti, salvagenti e materassini per respingere Maroni: una modalità per dire 'no' ai respingimenti di extracomunitari su cui la Lega fonda gran parte delle sue politiche xenofobe. Quella mattina, durante il corteo partito da piazza Verdi e arrivato in via Castiglione, lo slogan fu "Siamo tutti clandestini".Le misure si riferiscono ai momenti di tensione scatenatisi tra i manifestanti e le forze dell'ordine all'incrocio tra via Santo Stefano e via Cartoleria.
Solidarietà a tutti gli indagati da parte di Infoaut.
Il comunicato di solidarietà del CUA
Il comunicato di solidarietà di Bartleby
Altro:
Il comunicato di solidarietà del Collettivo Universitario Autonomo di TorinoA Torino il convoglio "Viva Palestina": verso Gaza, per rompere l'embargo!
Passerà oggi da Torino il convoglio internazionale "Viva Palestina", compiendo una delle sue tappe nodali della sua marcia via terra verso Gaza, per rompere il criminale embargo israeliano che da 4 anni stritola la Striscia di Gaza. "Viva Palestina" è partito lo scorso 18 settembre da Londra, dopo Torino si dirigerà verso Milano, prima di imbarcarsi verso la Grecia da Ancona, attraversando poi Turchia Siria ed Egitto.
Viva Palestina 5. Il convoglio internazionale "Viva Palestina 5" ha iniziato la sua corsa verso Gaza da Londra, guidato da Nicci Enchmark e Kevin Ovenden, che erano a bordo della Mavi Marmara quando la flotilla venne attaccata da un commando israeliano il 31 maggio scorso. E' costituito da varie organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, dall'Australia alla Nuova Zelanda, dal Canada e alla Malesia, con attivisti provenienti dagli Usa, dalla Gran Bretagna, dall'Irlanda del Nord. Lungo il percorso si uniranno attivisti e veicoli in Francia, Italia, Grecia e Turchia. Inoltre altri due convogli partiranno da Casablanca e da Doha con attivisti dal Marocco e dall'Algeria, dal Golfo e dalla Giordania. In Siria, a Latakia, i convogli saranno in tutto 3, composti da circa 200 veicoli, e si imbarcheranno per il porto egiziano di El-Arish per raggiungere Gaza via terra, attraverso il valico di Rafah. Qui si giocherà una partita indubbiamente importante: superare il valico di Rafah sarà un altro test rilevante, al cospetto della spregiudicatezza del governo egiziano e alla determinazione di "Viva Palestina" di superarlo perchè ineludibile per raggiungere la Striscia via terra.
Dall'Italia verso Gaza. Dall'Italia partiranno circa 7 mezzi (tra cui 2 ambulanze). Centrale il passaggio a Torino, città gemellata con Gaza: accordo di solidarietà più volte tradito dalle istituzioni locali, nell'incapacità e nell'opportunismo di non schierarsi e prendere posizione con quanto è successo e succede in Palestina. Vedremo quale sarà l'accoglienza che Chiamparino & company sapranno riservare al convoglio internazionale... "Viva Palestina" arriverà a Torino nel primo pomeriggio, alle 16 è prevista un'assemblea nella centralissima piazza Castello, in serata il convoglio proseguirà verso Milano, dove alle 18:30 è programmata un'altra assemblea in piazza Duomo.
Freedom Flotilla 2. Nel frattempo continua anche la preparazione del convoglio internazionale via mare "Freedom Flotilla 2", sempre determinata a violare il blocco navale che Israele attua, con motivazioni ancora più forti dopo la strage israeliana contro la "Freedom Flotilla" a maggio... La partenza della nave sarà decisa a fine settembre, è prevista per la seconda metà di novembre.
Via mare, via terra, per rompere il blocco di Gaza! Viva Palestina!
[Infoaut seguirà, tramite la sua corrispondente, la marcia del convoglio internazionale "Viva Palestina 5" verso Gaza con reportage, interviste e foto]
giovedì 16 settembre 2010
16.09.2010 Stampa articolo La crisi di Forza nuova a Milano e i movimenti dell'estrema destra a livello nazionale in vista delle possibili elezioni a
A giugno è stato arrestato Michelangelo Manazza giovanissimo naziskin, conosciuto per la sua militanza in Forza Nuova a Milano, reo di avere accoltellato la sera del 14 due ragazzi in un parco di Cuneo. Ora è detenuto nelle carceri di quella città con l'accusa di "lesioni gravi ed efferate".
Il fatto ha creato scompiglio, tensioni e divisioni, sia fra il "mondo skin" (ormai egemonizzato dagli Hammer) e i forzanovisti, sia all'interno di quest'ultima organizzazione.
Roberto Fiore, con un comunicato stampa, ha subito preso le distanze dal giovane arrestato, negando fosse di Fn. Ovviamente il fatto non è piaciuto agli skin. Alcuni di loro si sono persino azzuffati con un gruppo di forzanovisti.
A luglio, anche seguito di questi fatti, almeno un terzo di Forza nuova di Milano, Bergamo, Pavia e Varese se ne è andata dal movimento per aderire alla nuova sigla Movimento Patria Nostra: un'associazione culturale nata a Roma, recentemente trasformatasi in organizzazione politica, con il riutilizzo del vecchio simbolo di Ordine nuovo, con tanto di ascia bipenne.
Attualmente, in Lombardia, questo neonato gruppo può contare già su una cinquantina di militanti guidati da Alberto Doldi (ex Ordine nuovo di Milano), Valter Melchiorri e Maurizio Stocco. Anche in questo caso la base tende a coincidere con gli ultras della curva interista, in particolare con l'Inter Club di Motta Visconti. Data la comune fede nerazzurra e la generale solidarietà con i "camerati incarcerati" (Manazza come Lothar, sempre detenuto nel carcere di Bergamo), con il neonato gruppo, hanno subito fraternizzato quelli di Calci e Pugni di Alessandro "Todo" Todisco, ben contento della profonda crisi dei rivali di Forza Nuova e dell'odiato Duilio Canu.
Sul versante nazionale, invece, mentre Gianluca Iannone e Casa Pound cercano sponda nel Pdl, tramite Marcello Dell'Utri, Roberto Fiore, in vista di possibili elezioni anticipate, si è incontrato, la settimana scorsa con Giuseppe Ciarrapico e Alessandra Mussolini per proporre a Berlusconi la desistenza di Fn, in cambio di almeno un deputato forzanovista eletto come indipendente nel Pdl. D'altro canto, sempre in vista delle elezioni, la Fiamma tricolore si è spaccata verticalmente in due su tutto il territorio nazionale: da una parte Luca Romagnoli, incredibile ma vero, si sta avvicinando agli odiati finiani (tramite il fascistissimo deputato Donato La Morte, cassiere del vecchio Msi), dall'altra il gruppo movimentista "Fiamma Futura" del naziskin veneto Piero Puschiavo che sta per confluire ne La Destra di Storace.
www.osservatoriodemocratico.org
Presentazione la storia rovesciata 18 settembre CSA Cimarelli
LA STORIA ROVESCIATA: LA GUERRA PARTIGIANA DELLA BRIGATA GRAMSCI NELLA PRIMAVERA DEL 1944
Centro Sociale Germinal Cimarelli - via del Lanificio 19/a parallela di viale Brin e via del raggio vecchio
INTERVENTI DI :
ANGELO BITTI, RENATO COVINO, MARCO VENANZI Autori del libro, ALESSANDRO PORTELLI Università di Roma
presenta FRANCO COPPOLI, Confederazione Cobas
info e contatti Marco 339.4193328