sabato 21 dicembre 2013

“LADRI” DI MERENDINE? Natale solidale con i licenziati della coop

Natale solidale con i licenziati della coop


Alla fine di novembre sono arrivate le lettere di licenziamento a due lavoratori della COOP con l’accusa di aver rubato merendine e caramelle esposte in un contenitore del magazzino. Il caso sembra molto simile a quello che successe in coop Tirreno nel 2010 quando vennero fatte accuse simili a 24 lavoratori, di cui 7 licenziati e poi reintegrati dai giudici.

La questione apre molte perplessità sulle forme di controllo e videocontrollo illegale all’interno della COOP, ma soprattutto sull’opportunità di procedere a misure così drastiche ed infamanti per i lavoratori. Dopo decenni di lavoro in COOP qual è la logica che porta a licenziare lavoratori, uno dei quali vicino alla pensione, con l’accusa, tutta da dimostrare tra l’altro, di essersi mangiati qualche caramella? Infatti tra i lavoratori prevale la perplessità: per anni in Coop il materiale deteriorato era a disposizione dei lavoratori e mangiare un dolcetto non è proprio lo stesso che organizzare e perpetrare un furto.

Un romanzo di Camilleri con protagonista Montalbano si intitola proprio il “ladro di merendine”, a sottolineare l’inconsistenza della questione, ed allora cosa passa in mente a COOP Centro Italia in questo momento di crisi, di mettere sulla strada due lavoratori per una questione così risibile?
Può la stessa COOP presentarsi come moralizzatrice assoluta dopo le operazioni finanziarie che l’hanno vista protagonista di investimenti (e perdite sostanziali di milioni di euro, spesso del “prestito sociale”) in Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Spoleto e nell’operazione Fondo Etrusco?

Come mai un sindacato come FILCAMS CGIL si è rifiutato di organizzare un’assemblea in solidarietà coi lavoratori licenziati, facendo di fatto saltare una risposta unitaria dei lavoratori?
Gli autorganizzati ed i COBAS della COOP, rifiutando i licenziamenti e ritenendoli quantomeno inopportuni, eccessivi e lontani dalla storia e dalla pratica del movimento operaio da cui Coop proviene, lanciano una campagna di solidarietà con i licenziati della coop per garantire loro le spese legali per opporsi ai licenziamenti.

MERCOLEDI 25 DICEMBRE DALLE ORE 23 CONCERTO DELLA CONCABANDA E POI DJ SET, IN SOLIDARIETA’ AI LICENZIATI DALLA COOP, PRESSO IL CENTRO SOCIALE GERMINAL CIMERELLI IN VIA DEL LANIFICIO 21, ENTRATA BENEFIT PER LE SPESE LEGALI

SABATO 28 DICEMBRE NATALE SOLIDALE: RACCOLTA FONDI PER PAGARE LE SPESE LEGALI DEI LICENZIATI COOP

PERCHÉ IL NATALE NON SIA UNA DATA VUOTA E CONSUMISTICA, LANCIAMO AD UN MESE ESATTO DAI LICENZIAMENTI UNA RACCOLTA DEI FONDI.

INVITAMO TUTTI I LAVORATORI A DEVOLVERE LA GIORNATA LAVORATIVA (50 EURO O QUANTO VORRANNO) PER LE SPESE LEGALI DEI LICENZIATI COOP: CONSEGNANDOLI ALLA RSU ANDREA LEONARDI (SINO AL 7 GENNAIO 2014) OPPURE A VERSANDOLI SUL CC. DEI COBAS IBAN: IT14 X076 0114 4000 0003 9956 966 CON LA CAUSALE

“SPESE LEGALI LICENZIATI COOP”
COBAS ED AUTORGANIZZATI COOP CENTRO ITALIA

venerdì 2 agosto 2013

Comunicato stampa in solidarietà a Marta






 
Ciò che spinge centinaia di migliaia di persone da più di un decennio a scendere in piazza, anzi, a salire in Val Susa a protestare contro la costruzione della TAV (Treno ad Alta Velocità) è la piena consapevolezza che il destino dei territori deve essere deciso dalla gente che li abita e non da interessi economici di pochi. Quei pochi che, in nome della costruzione del percorso ferroviario d’avanguardia che unirebbe l’Italia al Portogallo (anche se il Portogallo ha deciso di non finanziare più il progetto a causa della crisi economica) non ci raccontano come stanno davvero le cose.

Allora ci proviamo noi: 1 solo km di Tav costa 164 milioni di euro, esattamente quanto 1000 case popolari o quanto un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti; 3 metri di TAV costano quanto 4 sezioni di scuola materna; 500 metri di TAV costano quanto un ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori e 38 sale operatorie.

Pochi e semplici numeri che metterebbero in imbarazzo qualsiasi persona...a meno che della Valle si sappia altro.

Nella notte fra il 19 e il 20 luglio c’è stata una nuova manifestazione in Val di Susa: una passeggiata notturna verso le reti del cantiere nel corso della quale c’è stato un agguato da parte della polizia, che per la prima volta è uscita dalle reti. Quest’operazione ha portato al ferimento di decine di manifestanti e all’arresto di nove attivisti, sette dei quali si trovano tuttora agli arresti domiciliari.

Fra questi attivisti arrestati c’è Marta che, dopo aver subito una carica pesante da parte della Polizia, è stata fermata e picchiata violentemente.

Mentre due poliziotti la stavano già portando via, ha ricevuto: una manganellata a pieno viso sul labbro (sei punti esterni e due interni); palpeggiamenti al seno e in mezzo alle gambe da parte di alcuni agenti; insulti e sputi da una poliziotta (“Sei una puttana lo sai vero che sei una puttana? Ora con quella bocca lì non la fai più la puttana.”).

Il giorno seguente ha subito anche un linciaggio mediatico da parte di Stefano Esposito, senatore del Pd, che su tweet dichiara: “Parte da Pisa per andare a fare la guerra allo Stato, prende giustamente, qualche manganellata e si inventa di essere stata molestata #bugia”.
Questa è l’ennesima dimostrazione di come l’oppressione si manifesta in duplice modo se a subirla è una donna: se sei donna non bastano le manganellate, i calci e i gas lacrimogeni, ti ritrovi anche gli insulti sessisti e le molestie sessuali.
Basti ricordare come sono state trattate dai media le donne della Valle: buone massaie, madri e casalinghe con passeggini quando marciano pacifiche davanti al cantiere, puttane, mascoline e violente quando il cantiere cercano di abbatterlo.
Se non con Marta quando?
Se toccano una toccano tutte.
                                                                 Le De'Genere








martedì 12 febbraio 2013

Da carnefici a vittime. Da fascisti a patrioti.


Il teatrino patriottardo messo in scena domenica pomeriggio dall’organizzazione neofascista di Casa Pound per le vie di Terni, è un insulto alla memoria, alla cultura ed alla tradizione Antifascista ed Antirazzista di questa città. 

Come ogni anno ormai il Giorno del Ricordo, nato da un’operazione dalla forte impronta revisionista, diventa terreno di propaganda per gruppi di estrema destra che speculano mistificando su dati e fatti relativi alle foibe. La peggiore retorica utilizzata nel tentativo becero di equiparare il così chiamato “esodo” alla pratica dello sterminio di ebrei, oppositori, gay e rom operata dai nazisti e sostenuta dal fascismo italiano.

A nulla valgono, per questi mistificatori, gli studi storici e commissioni bilaterali che di fatto raccontano, non negando assolutamente fatti e circostanze, la storia dell’occupazione fascista nei Balcani, fornendo cifre (sebbene ridimensionandone di molto l'entità) e analisi veritiere, non viziate da revanchismo. Una storia che comprende anche l’occupazione ed espropriazione violenta dei territori messa in atto dai Fascisti Italiani. Una barbarie che portò gli abitanti di quelle terre all’interno di campi di concentramento dalla bandiera tricolore. Un calvario che finì con la liberazione dell’allora Jugoslavia.

E così vediamo che i pochi nostalgici ternani mettono in scena una marcia con il supporto numerico decisivo dei loro amici viterbesi, gli stessi che nel pomeriggio di lunedì hanno contestato violentemente un comizio elettorale del noto giornalista Ruotolo a Civita Castellana. Già noti per l’episodio squadrista messo in atto contro il giornalista e direttore del Futurista, Filippo Rossi, la scorsa estate a Viterbo .
Ed è a questo manipolo di eroi che i pochi ternani hanno concesso, probabilmente per una questione di numeri, la testa del corteo, consapevoli che Terni ha sempre rifiutato e continua a rifiutare fermamente ogni forma di fascismo, e che se non arriva il carrozzone da fuori la figuraccia è difficile da evitare.

Chissà se è stato lo stesso manipolo a tentare, poco più tardi nella serata di Domenica, di entrare nel Centro Sociale Cimarelli, per essere poi allontanato da cittadini del quartiere allarmati dagli strani movimenti. Ma tant’è!

Questa città ha conosciuto e ricorda i fascisti del ventennio, così come conosce la vera faccia dei fascisti del terzo millennio Dietro la maschera dei difensori della patria in realtà c’è un gruppo di squadristi antisemiti ed intolleranti verso ogni diversità. Mentre a Terni, con un dovizioso lavoro di maquillage, si travestono da difensori degli animali o da caritatevoli dispensatori di pacchi di pasta nella peggiore tradizione democristiana, a Roma, Napoli, Milano non disdegnano accoltellamenti, assalti e pestaggi nei confronti di militanti di sinistra, gay, immigrati. 

Chi gli offre sponda politica e mediatica sappia di essere complice diretto di tutto questo; non si rende un buon servizio alla verità storica e politica che ha già, sessant’anni fa, condannato il fascismo e ogni sua riproposizione.

CSA Germinal Cimarelli

sabato 27 ottobre 2012

Corteo No Inceneritori, un successo senza precedenti


Scendono in piazza a centinaia per ribadire il loro No all’inceneritore Terni Ena.



Il corteo No Inceneritori è partito alle ore 16.30 dal Piazzale della Rivoluzione Francese di Terni dando vita così, ad uno dei cortei più partecipati mai visti in città. Una manifestazione sentita da tutti i cittadini che in questi giorni hanno appoggiato il Comitato No Inceneritori Terni: dalle iniziative ai flash mob organizzati spontaneamente dai cittadini, dal Web alla grande manifestazione di oggi. “I tempi stringono”, fanno sapere dal Comitato, “da qui a poco l’inceneritore riprenderà la sua funzione, l’amministrazione comunale sa tutto il male che produce questo tipo di smaltimento ma non fa niente per salvaguardare i suoi cittadini. A quanto pare gli interessi dei privati valgono più della salute. Noi pensiamo che prima dei profitti ci sia la dignità, la salvaguardia dell’ambiente, della vita e il rispetto della volontà popolare”.

Adulti, bambini, giovani e meno giovani. I partecipanti al corteo riescono a rappresentare gran parte del tessuto sociale della città. “In un modo o nell’altro, tutti i partiti di questa città hanno voluto o avallato questo piano di gestione dei rifiuti. Per questo motivo ci teniamo ad essere un Comitato composto da liberi/e cittadini/e, senza secondi fini e senza chissà quale sotterfugio. Questa manifestazione rappresenta il momento collettivo in cui insieme potremo per un verso esigere maggiore trasparenza da parte di ACEA, a cui in questi giorni abbiamo recapitato una lettera in cui chiediamo dati chiari rispetto a ciò che brucerà nei prossimi anni e quali i profitti che farà grazie agli incentivi statali CIP6, e dall’altro imporre all’amministrazione un cambio decisivo di rotta: basta incenerimento, di qualunque tipo, nella conca ternana. Oggi abbiamo dimostrato di non essere una voce isolata, siamo tanti e determinati. Impossibile ignorarci dopo il successo di questa manifestazione.”

Il lungo e colorato fiume del popolo No inceneritore, armato della sola tenacia  partendo dalla stazione degli autobus si è snodato per le vie della città, attraversando tutto Corso Tacito fino ad arrivare sotto il Comune. Nel corso del tragitto tante le dimostrazioni di solidarietà dal resto della cittadinanza, tanti gli applausi delle persone affacciate alle finestre e molti passanti che si sono uniti al corteo.

Ma non finisce qui” -fanno sapere del comitato- “la lotta per la salvaguardia della salute e dell’ambiente nel nostro territorio è appena iniziata. Continueremo con la nostra mobilitazione, con incontri, dibattiti, monitorando e denunciando qualsiasi passo falso di Terni Ena e Comune, che vada ad aggravare ancora di più la nostra sempre più compromessa salute”. Danno appuntamento ad un presidio sotto la sede di ARIA spa (ACEA) perché ancora non è arrivata risposta alla lettera che oltre al Comitato No Inceneritori anche WWF e CittadinanzAttiva hanno inviato.

Ora la patata bollente passa nelle mani delle istituzioni, che dopo un’iniziativa del genere non possono di certo far finta di niente, ci si aspettano risposte certe e provvedimenti concreti.





venerdì 26 ottobre 2012

MANIFESTAZIONE CITTADINA NO INCENERITORI


Sabato 27 ottobre ore 16 Piazza Rivoluzione Francese, davanti ATC
No alla riaccensione dell’inceneritore
Difendiamo la città da chi la vuole terra di conquista!


Sabato 27 ottobre ore 16 Piazza Rivoluzione Francese, davanti ATC
No alla riaccensione dell’inceneritore
Difendiamo la città da chi la vuole terra di conquista!
A novembre l’inceneritore riprenderà a funzionare usando come combustibile il pulper di cartiera. Di nuovo gli interessi economici e politici di ACEA verranno soddisfatti; di nuovo l’interesse privato si fa beffa delle legittime rivendicazioni delle popolazioni locali. Anzi le istituzioni si pongono a difesa dell’interesse privato sostenendone l’inviolabilità quasi fosse un tabù, trincerandosi dietro iter autorizzativi burocratici, o banalizzando dati sull’incidenza dei tumori attraverso proprie agenzie presiedute da esimi cattedratici, e usando tutti questi artifici come giustificazione: come vediamo, dalla TAV all’inceneritore di ACEA, le stesse dinamiche, gli stessi interessi, le stesse basse strategie.
Noi pensiamo che prima dei profitti ci sia la dignità, la salvaguardia dell’ambiente, della vita e il rispetto della volontà popolare.
L’inceneritore Terni ENA riaprirà a breve i battenti sebbene un impianto di tale portata e con tali caratteristiche tecniche rappresenti di fatto un'ipoteca sul futuro della gestione dei rifiuti: molti sono i rischi derivanti sia dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti che da indicazioni opposte al piano d'Ambito e quindi in direzione dell'incenerimento dei rifiuti urbani, sia  dal decreto ministeriale del 6-7-2012 che permette l'uso del CSS (il vecchio combustibile derivato da rifiuti) come combustibile secondario combinato a quello principale, cioè il pulper; il tutto accompagnato e giustificato da una differenziata deludente e un’assenza evide          nte di concrete proposte alternative in termini di riduzione; tanto da prevedere un collasso della discarica, a scapito dei cittadini Orvietani. Le prospettive non sono rassicuranti e comunque, di qualsiasi rifiuto si tratti, ribadiamo che discariche e inceneritori non possono e non devono essere una soluzione. La strategia Rifiuti Zero deve essere un punto di riferimento necessario.
Di  nuovo ai cittadini di Terni viene imposta una scelta che oltre ad essere dannosa per la salute, è tecnicamente ed economicamente inefficiente e superata. Se tutta la materia che viene bruciata potesse passare per un circuito di riuso e riciclo, tecnologie a freddo peraltro già in uso, non solo ci risparmieremmo le emissioni nocive, ma si creerebbero molti posti di lavoro; e proprio nella fase così difficile che la città sta attraversando in questi giorni siamo convinti che sia il momento di soluzioni complessive e di lungo termine, non incardinate in un presente senza vie d’uscita ma orientate ad un futuro di sostenibilità: proprio adesso è importante che l’amministrazione cittadina si assuma la responsabilità di impedire la riaccensione dell’impianto data la grave e compromessa situazione ambientale della città, e metta in moto un circuito virtuoso di gestione dei rifiuti, che sia una scommessa reale per il futuro prossimo di Terni.
 La manifestazione sarà il momento collettivo in cui insieme potremo per un verso esigere maggiore trasparenza da parte di ACEA, a cui in questi giorni abbiamo recapitato una lettera in cui chiediamo dati chiari rispetto a ciò che brucerà nei prossimi anni e quali i profitti che farà grazie agli incentivi statali CIP6, e dall’altro imporre all’amministrazione un cambio decisivo di rotta: basta incenerimento, di qualunque tipo, nella conca ternana.
 ACEA sta imponendo la sua strategia di controllo del settore dei rifiuti, come lo ha fatto già con acqua ed elettricità, con la stessa arroganza con cui altri decidono di svendere una fabbrica. Dobbiamo difendere la nostra città da quanti pensano che sia territorio di conquista! Dobbiamo lottare per il futuro di Terni, e chiudere con l’incenerimento definitivamente, è un passo importante e necessario.
Invitiamo quanti pensano di poter utilizzare la manifestazione contro l’inceneritore per fini propagandistici, elettorali o solo per becera visibilità, a non aderire e non  rivendicare una battaglia a cui non hanno mai partecipato. I cittadini fanno a meno delle strumentalizzazioni.
Vogliamo la partecipazione libera di liberi cittadini e cittadine, nessuna bandiera di partito o lista elettorale, se non quelle NO INCENERITORI, delle associazioni e comitati territoriali.
 Sarà una giornata di festa ma testardamente NO INC!!!!!      
Comitato NO INCENERITORI Terni

lunedì 22 ottobre 2012

Ciao Matteo.

Sono tante le parole che ci passano per la mente, tanti bei ricordi e indimenticabili momenti passati insieme a te. Nessuna parola racchiude il vuoto che hai lasciato in ognuno/a di noi.

Ci hai lasciato in un attimo, lo stesso tempo che c’è voluto per riempire di sole le nostre grigie giornate. Nonostante tutte le avversità che ti ha messo davanti la vita, è difficile ricordare il tuo volto senza un grande sorriso sopra, sincero, vero e pieno di voglia di vivere. 


Ti ricorderemo fuori dal Centro Sociale, nel parcheggio, a memorizzare i modelli delle nostre auto. Ti ricorderemo sotto il palco, a ballare e ad importunare il musicista di turno. Ti ricorderemo mentre chiedi ad una pattuglia di Carabinieri cosa avessero mangiato a cena. Ti ricorderemo mentre ci tartassi di domande. Ricorderemo i tuoi strani e molto personali proverbi.
Ti ricorderemo. Ti ricorderemo sempre.

Ci hai dato tanto, senza mai chiedere nulla in cambio.
Ciao Matteo, ovunque tu sia ricordati di essere “OTTIMO”.

lunedì 16 luglio 2012

Ricordando Genova



Chiamatela, se volete, giustizia. Noi preferiamo chiamarla specchietto per le allodole. Le misere condanne emesse dalla Corte di Cassazione contro i vertici della Polizia per i fatti del G8 di Genova del 2001, se confrontate alle maxi condanne inflitte a manifestanti colpevoli di aver rotto qualche vetrina, non possono che procurare rabbia e frustrazione per un sistema che si auto assolve. Per chi ancora non fosse riuscito a capire il gioco di prestigio dello Stato, ci pensiamo noi a svelarvi il trucco del coniglio nel cappello.
Prendiamo in esame il solo caso Bolzaneto. Nella caserma di Bolzaneto furono inflitte alle persone fermate durante il vertice,  almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo configurano come "trattamenti inumani e degradanti". Gli arrestati furono costretti a stare in piedi per ore, picchiati, insultati, minacciati di morte e stupro, privati di cibo e acqua.
Quello che ebbe luogo a Bolzaneto fu senza dubbio un trattamento inumano e degradante, che l’Italia dovrebbe prevedere nel proprio codice penale poiché obbligata dalla Convenzione a provvedere affinché tale atto costituisca un reato cui vanno attribuite pene adeguate in considerazione della sua gravità, oltre a garantirne l’imprescrittibilità.
Ma qui arriva il gioco di prestigio: L’Italia, nonostante i ripetuti richiami del Comitato contro la Tortura, non ha mai introdotto una legge che “importi” la convenzione nell’ordinamento interno, e senza questa legge in Italia i reati contemplanti tortura e trattamenti inumani semplicemente non possono essere contestati perché…non esistono!
E’ presto detto quindi che lo stesso pm si è trovato costretto a contestare agli imputati reati minori,
con pene minori e, particolare fondamentale, già prescritti nel 2009.
Il comitato contro la tortura condanna l’Italia, che ovviamente non può essere mandata in galera; L’Italia condanna i vertici della polizia, che non si faranno un giorno di galera; la Polizia prende 10 manifestanti e ne richiede la condanna per un totale di ben 100 anni di reclusione. I 10, colpevoli di aver mandato in frantumi una vetrina, vengono usati come capro espiatorio per la crisi del sistema di ordine pubblico durante il G8 di Genova. I manifestanti vengono condannati alla galera immediata, mentre solo alcuni personaggi della polizia vengono allontanati dalle loro scrivanie.
Se vogliamo dirla tutta, l’interdizione dai pubblici uffici, per chi aveva realmente causato i problemi di ordine pubblico, altro non è che un atto Amministrativo e non Penale. Un allontanamento dalle poltrone di comando che, a nostro avviso doveva esserci stato ben 11 anni fa, per chi ha avallato, diretto e premeditato una “Macelleria Messicana” sui corpi di diecine di innocenti inermi. Nel mentre,  Il capo della polizia dell’epoca è stato nominato sottosegretario di questo governo e difende, pubblicamente, i suoi pretoriani.

Potrete anche esservi assolti, per noi resterete sempre coinvolti.    

Ricordando Genova, la tre giorni di iniziative organizzata dal CSA Germinal Cimarelli il 19-20-21 Luglio 2012, intende ricordare ciò che realmente accadde. Ricordiamo bene, come questo stato e le sue “forze dell’ordine” tutelarono la libertà di manifestare durante il G8 del 2001, quando si determinò “La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Ricordiamo la devastazione dei corpi e del pensiero prodotti dalla militarizzazione di una città intera, dalle informative deviate, le frontiere chiuse, le cariche feroci, gli spari, i gas cs, gli arresti arbitrari, le torture, i pestaggi, le falsificazioni e gli insabbiamenti.
Ricordiamo il saccheggio della vita di un ragazzo e la devastazione del suo corpo dopo la morte.

martedì 15 maggio 2012

TRE CONSIGLIERI DEL PD DELLA CIRCOSCRIZIONE NORD FANNO MANCARE ALL'ULTIMO IL NUMERO LEGALE PER LA VOTAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO CONTRO L’INCENERITORE TERNI-ENA

“Siamo usciti gridando vergogna per l’oltraggio subito come cittadini che da anni si battono contro l’inceneritore; non abbiamo avuto altre parole quando, dopo 2 ore di consiglio,  abbiamo visto il capogruppo del PD, Alessio Tagliaventi, preceduto poco prima da Poddi e Grisanti, alzarsi e, con una fretta e un silenzio imbarazzanti,  lasciare la sala,  mentre il loro vice presidente annunciava la votazione dell'odg, tra l'altro messo come ultimo punto, che impegnava il Consiglio Circoscrizionale contro il revamping di TerniENA" e aggiungono "Abbiamo visto lo stupore negli occhi di qualche consigliere presente che speriamo abbia modo di prendere a breve le distanze dal gesto dei tre colleghi”  Il Consiglio infatti è stato impegnato nella votazione di diversi punti tra cui quello che ha visto il Consigliere Alessio Tagliaventi, di professione informatore farmaceutico e consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Terni, fortemente impegnato nel voler promuovere a tutti i costi una votazione di un atto di indirizzo sulla dislocazione delle farmacie nella città di Terni in particolare Borgo Rivo e che, malgrado il Comune abbia già deliberato in merito, sosteneva dovesse essere materia di pronunciamento del Consiglio Circoscrizionale visto il numero inferiore di farmacie da quello previsto dal “Decreto salva Italia”. Chissà perché tanto interesse!?  Tale è il livello della nostra classe dirigente?A quanto pare si.  “Come COMITATO NO INCENERITORI, dando atto a chi dei consiglieri rimasti in aula si è  manifestatamente dichiarato a sostegno dell’ordine del giorno contro la riaccensione dell'inceneritore Terni ENA, non possiamo non esprimere rammarico per l’occasione mancata, ma soprattutto denunciare la connivenza delle istituzioni locali con i grandi interessi economici di ACEA Spa nella nostra città; quanto accaduto non può che affermare questo semplice dato, nonché confermare la repulsione e indignazione crescente nei confronti della politica da parte dei cittadini".  E a proposito di politica e amministrazione, sarà cruciale dunque il passaggio non ancora comunicato pubblicamente dall' ATI 4 in merito alla presentazione e votazione del nuovo Piano d'Ambito senza incenerimento a chiusura del ciclo "Rispetto a questo il Comitato non farà sconti a nessuno, mentre dal nostro canto consideriamo quanto accaduto un incidente di percorso che, vista la taglia della controparte e degli interessi in gioco, non poteva non accadere. Rilanciamo ancora più dura la battaglia contro TERNI ENA e contro i suoi complici".  A breve diffonderemo il video della ripresa fatta durante il Consiglio Circoscrizionale.  COMITATO NO INCENERITORI

PRESIDIO AL TRIBUNALE DI TERNI:

L’ANTIFASCISMO NON E’ UN REATO
La RAT-rete antifascista ternana organizza dalle ore 10 alle 12 di domani 16 maggio 2012, un presidio davanti al Tribunale di Terni in corso del Popolo. Al presidio parteciperà anche l’ANPI.
A seguito della contestazione all’aviosuperficie contro i neofascisti di casa Pound il 28/02/’10, che avevano usato la copertura dell’associazione “istinto rapace” per tentare di fare proselitismo a Terni, sono stati rinviati a giudizio quattro manifestanti, ufficialmente per lancio di fumogeni ed adunata sediziosa, ma di fatto per aver espresso il loro antifascismo durante una manifestazione decisa ma pacifica in cui non furono registrati atti di violenza, ma una chiara volontà politica di tenere la teppa fascista fuori dalla nostra città. Il carattere politico fu sottolineato dal fatto che sia l’ATC che il Comune negarono poi lo spazio ai neofascisti di Casa Pound.
La RAT denuncia che questo si configura di fatto come un processo all’antifascismo e chiede la partecipazione e la mobilitazione dei cittadini, delle associazioni, dei sindacati e dei partiti per ribadire il carattere antifascista della nostra Costituzione e rilancia la proposta di vietare tutti gli spazi pubblici a chi si richiama alla dittatura fascista.
Alle ore 11 si terrà una conferenza stampa cui sono invitati gli organi di informazione e verrà distribuito il comunicato sul processo.
RAT- Rete Antifascista Ternana: Arci Terni, Arciragazzi "gli anni in tasca", Associazione "Buaba", Associazione “Demetra”, Associazione “il Pettirosso”, Associazione "Interni Stranieri",  Associazione "Plaza de Mayo", Associazione "primidellastrada", Blob Lgc.-Laboratorio comunicazione,   Centro sociale "Germinal Cimarelli",  Circolo de “Il Manifesto”TR, COBAS comitati di base della scuola, Comitato antifascista cittadino di Orvieto, Confederazione COBAS, F.G.C.I., Giovani Comunisti, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, U.S.B. vigili del fuoco Umbria, U.S.P.K.

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