giovedì 22 marzo 2012

Lettere intimidatorie verso il CSA Germinal Cimarelli di Terni

Dopo aver imbrattato inutilmente corso vecchio con celtiche, svastiche e minaccie varie,  i RATTI di fogna ternani passano ad un pesante contrattacco. Per la serie anche le pulci c'hanno la tosse, ecco a voi la lettera rinvenuta presso il CSA Germinal Cimarelli questa settimana. Da notare la stupefacente novità che vede questi soggetti, anche se rilegati nelle fogne, imaprare a scrivere. Rassicuriamo tutti dicendo che prima o poi impareranno anche il corsivo, non temete! Pubblichiamo questa lettera per testimoniare direttamente che qualsiasi fascismo, vecchio o del "terzo millennio" che sia, non è un'ideologia. Bensì una pratica: LO SQUADRISMO!FUORI I FASCISTI DA TERNI!!

Ps. sempre in settimana, è stata vandalizzata la corona di fiori posta sotto la la targa in memoria di Luigi Trastulli... almeno i morti non non possono ribellarsi alle loro prepotenze....

lunedì 20 febbraio 2012

È SEMPRE DI MODA L'ATTACCO (VERGOGNOSO) AI CONSULTORI ED ALLA LEGGE 194

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha recentemente respinto il secondo ricorso presentato contro il “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”, proposto dall’assessore regionale alla sanità Caterina Ferrero e approvato dal Consiglio Regionale, guidato dal leghista Cota. La delibera è stata contestata da diverse associazioni e gruppi di donne, politicamente eterogenee, accomunate in difesa del principio di autodeterminazione delle donne. La proposta è stata voluta dal Movimento per la Vita, per legittimare l’ingresso dei suoi volontari entro i consultori, in ottica antiabortista, il che vuol dire contro le donne ed il loro diritto di scelta sul proprio corpo. Come nel Lazio per la Proposta di Legge Tarsia, anche qui si è proceduto con identiche linee ispiratrici: schedatura, controllo e colpevolizzazione delle donne. Alcune riflessioni e obiezioni, più volte sollevate, sono: l’inutilità di un sostegno economico limitato nel tempo per le madri che scelgono di non abortire, che riduce il ricorso all'IVG esclusivamente a problemi economici; la rappresentazione della donna come mero contenitore, incapace di fare scelte di vita; la mancanza di politiche reali a sostegno di noi tutte, madri o meno; l'evidente incompetenza di chi parla di consultori e dimentica che dovrebbero essere i luoghi della salute delle donne, non dell’imposizione e del controllo; la pericolosità di un meccanismo fatto di commissioni, ammissioni, schedature, volontari, obiettori che di fatto colpevolizza e impedisce alle donne di interrompere una gravidanza nei tempi previsti dalla legge e con tutte le garanzie di professionalità, gratuità e accoglienza dovute.


Si vuole focalizzare l'attenzione sulla motivazione addotta per il respingimento del ricorso. Il ragionamento esibito si regge su un'argomentazione che si può esplicitare in tre semplici passaggi, due premesse e una conclusione: 1) la delibera riguarda donne gravide; 2) le donne non gravide non sono interessate dalla delibera; 3) le donne non gravide non hanno interesse a ricorrere. L'argomento, a quanto pare, possiede una sua plausibilità nel ragionamento giuridico, ma la validità logica, invece, pare piuttosto labile, quanto meno se si considera che lo stato di gravidanza è uno stato transitorio ed è quindi difficile stabilire se una donna che, oggi non è gravida ma potrebbe esserlo prima o poi, abbia o meno il diritto di essere inclusa nella categoria delle donne che hanno interesse a ricorrere. Tuttavia, questi ragionamenti non colgono il nodo della questione di natura politica.
La motivazione del TAR risulta interessante dove mostra che di fatto la donna non viene assimilata alla figura del cittadino, per essa il confine tra esclusione e inclusione nella cittadinanza è sempre labile. Sostenere che una donna non ha diritto di ricorrere contro un provvedimento che riguarda donne incinte se non è incinta significa costruire un'eccezione nella normalità del paradigma giuridico, che rivela l'eccezionalità della posizione del soggetto coinvolto.
In questo caso, l'eccezione funziona come dispositivo di espulsione della donna dal rapporto giuridico tra cittadina-Stato. La delibera tratta la maternità come un affare pubblico, qualcosa su cui è giusto e doveroso legiferare, ma se le donne prendono pubblicamente parola sulla maternità le si riconduce nell'isolamento del privato (sostenere che solo una donna incinta avrebbe legittimo interesse a ricorrere equivale a ri-privatizzare la maternità). A questo livello si inserisce la questione dell'auto-derminazione che, appunto, è un affare pubblico e politico. Questa battaglia non si risolve esclusivamente in una campagna di laicità, non ingerenza, o simili, ma tocca nel vivo la relazione tra le donne e la cittadinanza.
Una donna che non possiede il proprio corpo, a cui è negato di possederlo, è esclusa dalla cittadinanza. Il tema del piacere femminile e quello della maternità sono, in questo senso, le due facce di una stessa medaglia. L'espropriazione della nostra facoltà di decidere il piacere e la maternità coincide con la negazione dell'auto-determinazione. Non è un caso che proprio su questi terreni si cerchi di sottrarre alle donne la parola per consegnarla a chi, con violenza ed in sua vece, vorrebbe determinarne a priori il senso e il significato.
Ogni atto amministrativo, emendamento, proposta di legge che giace nelle commissioni istituzionali, in materia di MATERNITÀ-SESSUALITÀ-ABORTO, non condivise dalle donne, ma imposte, rappresentano un'insopportabile offesa alle nostre vite in un ambito che è solo nostro: se è vero che sul corpo delle donne non si danno leggi, che siano le donne a gridarlo forte, fuori dalle giunte, dalle commissioni, dai tribunali amministrativi.
DIFENDIAMO LA 194, DIFENDIAMO I CONSULTORI!

domenica 19 febbraio 2012

TERNI CITTA' DELL'AMORE E DELL'OSPITALITA'

“(...)Due pattuglie dell'Ufficio Volanti, invece, hanno controllato tre roulotte, un camper ed un'auto che da alcuni giorni stazionavano a vocabolo Staino, identificando quattro persone: si tratta di nomadi siciliani, un uomo e tre donne di 66, 64, 32 e 33 anni, tutti colpiti da precedenti penali e da fogli di via obbligatori rilasciati da vari comuni d'Italia. Ai quattro, tutti senza lavoro, sono stati notificati, come misura di prevenzione, altrettanti fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel Comune di Terni.”
fonte: Terninrete, 16 Febbraio 2012 16.54 - di Claudia Sensi

TERNI CITTA' DELL'AMORE E DELL'OSPITALITA'

S.Valentino è passato e Terni torna ad essere Lei.
La Terni, città dell'amore e dell'ospitalità, solo se con un lavoro stabile, una bella casa su cui paghi l'ici, il canone e le bollette come Cristo comanda.
Come recita l'articolo di Claudia Sensi, sarebbero state allontanate quattro persone perché senza lavoro e con casa su ruote, sono state allontanate tre donne, la più anziana ha presumibilmente 64 anni (stando al testo), ed un uomo, siciliani.
Nomadi?! Cioè che non han pagato l'albergo, che non hanno affittato un appartamento o non avevano parenti in città che li potessero ospitare? No, vorrei capire, uno di questi è reato tanto da cacciare e vietare il ritorno in città?.
Tutti senza lavoro?! Sarà questo il problema vero e proprio, eh? Eppure, tra le altre persone accorse per la benedizione del vescovo vuoi che non ce ne fosse uno che non lavorava, o come credenziale per l'acqua santa c'era il lavoro, dovere sovrano? Non credo nemmeno fossero qui per rubare perché non si è letto di un furto in città questi giorni...
Non lo so, erano brutti e vicino a tutto quel cioccolato sbrilluccicante quattrini stavano male e rovinavano la splendida fotografia di una Terni innamorata della propria immagine riflessa?!
Anch'io non sono così bella e non sto bene vicino a tutto quell'amore di carta, non ho un lavoro e non lo cerco né lo voglio... mo che fate? Cacciate anche me?! Eppure quando vi serve il voto o quando le vostre casse piangono, mi venite a cercare.
Comincio a pensare che saremo in molti a dover cambiare città, oggi sono loro, “nomadi siciliani”, ieri erano i migranti (e poi ieri?! Tutti i giorni sui giornali si leggono rimpatri, fogli di via, allontanamenti, espulsioni), domani tocca a noi, a tutti coloro che non avranno più un lavoro, che non potranno più permettersi le loro case, che non potranno più mangiare la cioccolentina...
Ma io dico, (vorrei anche bestemmia' qui..), ma che state fori de capoccia?!
Fanculo ai vostri confini, ai vostri doveri e alle vostre belle facce, sì, di merda!

Nomade disoccupata.

martedì 17 gennaio 2012

NO SIGNIFICA NO!

L’ennesimo atto di violenza sessuale si consuma ai danni di una giovane donna.

Succede che la notte tra il 23 ed il 24 dicembre, durante le "tanto attese" feste di Natale, una ragazza conosce un ragazzo; esce dal turno di lavoro la sera e si incontra con lui; sale sulla sua auto per conoscerlo.
Ed ecco che lui prende una strada sterrata senza chiederle il consenso; lei si oppone, chiede che strada stesse facendo e dove stessero andando. Ma ovviamente alla ragazza non è permesso chiedere, opporsi, esprimere la propria opinione su come passare la serata insieme. Il semplice fatto che lei si trovi dentro quell’auto, autorizza il giovane a fare di lei quello che lui vuole e, quindi, lo autorizza a decidere dove andare, cosa fare e come farlo senza renderle conto di niente.
Questo legittima, nella sua mente di violento, che se lei dice di no, vuol dire sotto sotto sì.

È questo l’ennesimo atto di violenza nei confronti di tutte le donne che non possono conoscere liberamente un ragazzo; è la dimostrazione del fatto che l’uomo vede innegabile, ovvio e implicito l’atto sessuale tanto da essere indiscutibile la possibilità per la ragazza di opporvisi.

E succede l’irreparabile atto: la rottura dell'osso nasale, il danneggiamento del timpano di un orecchio, varie ecchimosi e contusioni e lo stupro, che segnerà lei per tutta la vita e che non
toccherà affatto lui se non per qualche giorno di arresti domiciliari.

Il violento di turno non è un albanese, un romeno, un marocchino o un algerino, (come molti politici xenofobi e violenti paventano per legittimare la loro politica fatta di odio e razzismo legalizzato) ma un italinissimo perugino, a testimonianza del fatto che la violenza sulle donne non ha una nazionalità, ma un sesso sì: quello maschile.

L’appello alla libertà delle donne non ha alcun significato se non si modificano i modelli culturali di riferimento: fino a quando saremo soggette al volere maschile di essere donne solo se si è brave mogli, madri servili, donne piacevoli e al momento giusto (quello deciso dall’uomo) sensuali e accattivanti, saremo sempre vittime di una falsa emancipazione che non ci permette realmente di essere ciò che vogliamo ma ciò che dobbiamo essere (nei confronti della società, dell’uomo, dei figli e dei genitori).

Tutta la solidarietà va alla ragazza di Perugia che ha tentato di far valere la propria volontà opponendosi a quella del ragazzo, che, di fatto, realizza il suo desiderio di possesso sulla donna con la violenza brutale.

No significa no.

Per ogni donna violentata, ce ne saranno altre impegnate ad opporsi alla violenza maschile con un NO forte e deciso.

sabato 14 gennaio 2012

Cimarelliadi 2012 - il programma completo

Era il 20 Gennaio 1944 quando la formazione partigiana che operava tra i monti ternani, venne sorpresa da un'imboscata tedesca sul Monte di Torre Maggiore. Qui, trovò la morte il Partigiano Germinal Cimarelli, che all'età di 33 anni diede eroicamente la vita per salvare quella dei suoi amici e compagni in fuga.
Il Centro Sociale Autogestito della città di Terni, che oggi porta il nome dell'eroe Partigiano, organizza, come da consuetudine, 3 giorni di incontri ed iniziative per ricordare il gesto eroico compiuto sui monti ternani.
Lo spazio Sociale in Via del Lanificio sarà ospite di mostre, dibattiti, spettacoli teatrali  e concerti.

Da Venerdì 20 Gennaio alla sera di Domenica 22 si ospiteranno due differenti mostre:
            Germinal X: le tavole originai del fumetto dedicato ai fatti del G8 di Genova, scritto e disegnato da Matteo Cimarelli (Nipote dell'eroe ternano);
                 Emergency: l'associazione, le iniziative, dati sui costi della guerra, gli ospedali e le cure che riescono a portare solo ed esclusivamente grazie a volontariato e donazioni.

Di seguito il programma completo, e spiegato nel dettaglio, delle tre giornate battezzate con il nome di Cimarelliadi:

Venerdì 20 Gennaio

Ore 19:30 Apericena Sociale;
Ore 20:30 Matteo Cimarelli racconta lo zio: una ricostruzione della personalità di Germinal,
                  attraverso lettere, documenti e racconti tramandati in famiglia.
Ore 22:00 Teatro, La Banda Del Gobbo: mito e resistenza popolare nei nove mesi di occupazione  
                  nazifascista, di e con Emiliano Valente, musica di De Lio Giacomo.

Sabato 21 Gennaio

Ore 10:00 Marcia Commemorativa: Il nucleo della tre giorni. Appuntamento presso la chiesa di
                  S. Erasmo per una passeggiata antifascista fino al monumento di Germinal Cimarelli di
                  Torre Maggiore, a seguire pranzo rustico.
Ore 20:30 Cena Sociale.
Ore 22:30 Concerto: L'inaspettato e tanto atteso ritorno della Repubblica Popolare della Conca
                  Ternana, storico gruppo musicale e politico; a seguire  i Fischi per Fiaschi, gruppo Folk.

Domenica 22 Gennaio

Ore 10:00 Mercato Brado: dalla mattina fino a sera un luogo di libera cooperazione e
                  auto-organizzazione dei produttori locali con l'obbiettivo di ridurre la distanza                  
                  alimentare e di restituire centralità alla terra, dignità a chi lavora e qualità a chi consuma.
Ore 13:00 Pranzo Sociale.
Ore 16:00 Dibattito/Assemblea Organizzativa Per la difesa della Terra Bene Comune: Per
                  impedire la vendita delle terre agricole di proprietà pubblica prevista dall'art. 7
                  della legge del 12 Novembre 2011.

L'invito alla partecipazione è aperto a tutti gli interessati, ed è volto a ricordare e rinnovare le origini antifasciste che da anni contraddistinguono la cultura popolare della città di Terni.
Eventuali adesioni o domande possono pervenire all'indirizzo mail bgcinaction@gmail.com.

martedì 10 gennaio 2012

Commemorazione del Partigiano Germinal Cimarelli

A tutte le realtà cittadine:
    associazioni,
    organizzazioni politiche,
    gruppi informali,
    organi di informazione
    liberi cittadini



Era il 20 Gennaio 1944 quando la formazione partigiana che operava tra i monti ternani, venne sorpresa da un'imboscata tedesca sul Monte di Torre Maggiore. Qui, trovò la morte il Partigiano Germinal Cimarelli, che all'età di 33 anni diede eroicamente la vita per salvare quella dei suoi amici e compagni in fuga.
Il Centro Sociale Autogestito della città di Terni, che oggi porta il nome dell'eroe Partigiano, organizza, come da consuetudine, una manifestazione per ricordare il sacrificio di Cimarelli e di tutti i partigiani caduti per la Libertà dal Nazi-Fascismo.
Con la presente, il Centro Sociale Germinal Cimarelli invita tutte le realtà cittadine, che ne volessero far parte, alla camminata commemorativa che si svolgerà la mattina del 21 Gennaio 2012.
La partenza è prevista per le ore 10:00 di Sabato presso la chiesa sconsacrata di Sant'Erasmo (Cesi) per raggiungere poi il monumento eretto in memoria di Germinal Cimarelli dove, dopo un breve intervento verrà servito il pranzo al sacco organizzato dal CSA.

Eventuali adesioni o domande possono pervenire all'indirizzo mail bgcinaction@gmail.com.



CSA Germinal Cimarelli                   


Terni 10/01/2012

venerdì 18 novembre 2011

Corso di base sul diritto dell'immigrazione

Organizzato dal csa Germinal Cimarelli in collaborazione con Onde Migranti associazione pettirosso
tenuto dall'avv. Suzana Korriku

Sabato 19 novembre
e


Sabato 26 Novembre


dalle 15:30 alle 17:00


Corso di base sul diritto dell'immigrazione è un avento aperto a tutti per chi ne vuole sapere di più o per chi vuole avere informazioni su questo importante fenomeno 

venerdì 4 novembre 2011

In Tunisia continuano le proteste contro Eni. Fermata la produzione?

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Dopo la visita al cantiere ENI di Tazarka, dove da più di una settimana è esplosa la protesta della popolazione con presidi ai cancelli e blocchi al passaggio dei camion, impieghiamo un’ora per rientrare a Tunisi. Con un leggero strattone alla spalla, mi svegliano che la macchina è appena arrivata in rue Bourguiba. E’ notte e lungo la strada principale della capitale sono in corso gli ultimi caroselli dei militanti di Ennahdha dopo che il successo atteso da giorni ha ricevuto l’ufficializzazione dall’Instance Supérieure Indépendante pour les Élections. Il mio amico, e a questo punto “collega” cameramen, mi aspetta in Rue de Marseille insieme a Z. e un fotografo francese. Racconto fatti e sensazioni dell’incontro coi manifestanti. Posando gli occhi davanti ai cancelli di Eni, tutt’altro appare rispetto alle accuse delle agenzie di stampa e del governo tunisino che parlano di sequestri e presenza di gruppi armati. Nessuno ha mangiato per la tensione e proviamo a rimediare. A quell’ora l’unica soluzione per calmare la fame è un carretto ambulante. Compriamo dei panini, manca mezzo dinaro di resto e il venditore rimedia offrendoci due uova da bere all’istante. Ci spiega che danno più forza in “certe” situazioni. Ci accontenteremmo di utilizzarla per provare a capire i reali meccanismi di circolazione di questa notizia. Come si è formata, come è stata approfondita, come viene seguita. Il discorso si allarga all’informazione. Tunisi conosce se stessa, è la capitale, il centro. Quello che è fuori, è molto più distante, alieno, più dei 60 km di macchina per recarsi sul posto. Filtraggi, approssimazioni, “ma anche razzismo”, mi confessano. Tutto può essere. In ogni caso una delle parti in gioco si chiama Eni, che con il suo silenzio non facilita di certo la trasparenza.
Continuo a leggere e scrivere fino alle luci dell’alba e oltre, aspettando che gli altri si sveglino. In tarda mattina siamo di nuovo sulla strada per Tazarka. Rispetto alla sera precedente, a me si aggiungono un cameramen e un attivista tunisino. Prima di partire telefono a Ramzi Bettaieb di Nawaat, per informarlo che sono stato a Tazarka e che sto per tornarci. Gli racconto le mie impressioni, lui continua a esprimere dubbi sulla natura dei manifestanti.

Naomi Klein: Occupy Wall Street oggi è la cosa più importante del mondo

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di Naomi Klein

Ho avuto l'onore di essere invitata a parlare a Occupy Wall Street giovedi sera [6 ottobre, n.d.t.]. Dato che l'amplificazione è (disgraziatamente) proibita, e tutto ciò che ho detto ha dovuto essere ripetuto da centinaia di persone in modo che gli altri potessero sentire, (il cosiddetto "microfono umano"), quello che ho effettivamente detto nella Piazza della Libertà ha dovuto essere molto breve. Tenendo conto di questo, qui c'è la versione più lunga, non tagliata del discorso.
Vi amo.
E non ve lo dico solo perché centinaia di voi mi urlino in risposta "Ti amiamo", anche se questo è un altro vantaggio del microfono umano. Dire agli altri quello che avreste voluto che vi dicessero, solo più forte.
Ieri uno dei portavoce all'incontro dei lavoratori ha detto: "Ci siamo incontrati". Questo sentimento contiene la bellezza di quello che si sta creando qui. Uno spazio aperto (e un'idea così grande da non poter entrare in nessuno spazio) in cui tutti coloro che vogliono un mondo migliore possono incontrarsi. Vi siamo molto grati.
Se c'è una cosa che so, è che l'1% ama le crisi. Quando la gente è nel panico e disperata e nessuno sembra sapere cosa fare, quello è il momento ideale per far passare la propria lista di politiche pro-corporative: privatizzare l'educazione e la sicurezza sociale, smantellare i servizi pubblici, liberarsi degli ultimi limiti al potere corporativo. In mezzo alla crisi economica, questo avviene in tutto il mondo.
E c'è solo una cosa che può bloccare questa tattica, e fortunatamente è una grandissima cosa: il 99 per cento. E questo 99 per cento sta scendendo in piazza da Madison a Madrid per dire "No. Non pagheremo la vostra crisi".
Lo slogan è nato in Italia nel 2008. È rimbalzato in Grecia e Francia e Irlanda e alla fine è arrivato al chilometro quadrato dove la crisi è cominciata.
"Perché protestano?" chiedono gli eruditi perplessi alla TV. Nel frattempo, il resto del mondo si chiede: "Perché ci avete messo così tanto?" "Ci stavamo chiedendo quando vi sareste fatti vedere". E la maggior parte: "Benvenuti".
Molta gente ha fatto dei paragoni tra Occupy Wall Street e le cosiddette proteste anti-globalizzazione che avevano richiamato l'attenzione del mondo a Seattle nel 1999. Quella è stata l'ultima volta in cui un movimento globale, guidato dai giovani, decentralizzato aveva preso di mira il potere corporativo. E sono fiera di aver fatto parte di quello che abbiamo chiamato "il movimento dei movimenti".
Ma ci sono anche importanti differenze. Per esempio, avevamo scelto i vertici come bersaglio: l'Organizzazione Mondiale del Commercio, il Fondo Monetario Internazionale, il G8. I vertici sono transitori per natura, durano solo una settimana. Questo ci ha reso transitori pure noi. Apparivamo, ci prendevamo i titoli di tutto il mondo, poi scomparivamo. E nella frenesia di patriottismo e militarismo seguita agli attacchi dell'11 settembre, è stato facile spazzarci via completamente, almeno in Nord America.

mercoledì 26 ottobre 2011

Feminist Blog Camp: un'occasione da non perdere!


fembloggreentamaraDal 28 al 30 ottobre si terrà al C.S.O.A. Askatasuna il Feminist Blog Camp: come compagne e compagni del network antagonista torinese non possiamo che accoglierlo con entusiasmo!
Oltre un centinaio di blogger e non solo, provenienti da tutta Italia, attraverseranno il nostro centro sociale per costruire insieme questa tre giorni di dibattiti, workshop, condivisione di pratiche e saperi, serate musicali e performance teatrali. Importante sottolineare come il camp sia totalmente autogestito e autofinanziato, in questa cornice risiede la scelta del C.S.O.A. Askatasuna e la proposta della città di Torino fortemente voluta dalle compagne del laboratorio Sguardi sui generis, molto importante anche per offrire l'enorme vantaggio di essere così vicina alla valle che resiste.
Sarà un'importantissima occasione di scambio tra diverse soggettività collettive o singole, oltre che un'opportunità di mettere in rete le proprie esperienze di lotta e di confrontarsi sulla fase politica attuale. I temi spazieranno dall'antisessismo alla precarietà, da una riflessione critica sull'utilizzo della rete nel contesto delle rivolte del nord Africa, fino alla Valsusa del No Tav.
Ci saranno numerosi workshop incentrati sull'utilizzo della rete, partendo dal presupposto che quest'ultima non è un luogo “liberato”: i meccanismi del capitale, infatti, pervadono anche il virtuale, così come i meccanismi di disciplinamento e controllo che critichiamo quotidianamente non restano fuori dalla porta virtuale del web.
Sarà un'occasione per dibattere su come attraversare politicamente nel modo più vantaggioso per i movimenti, lo spazio della rete, poiché di fatto è innegabile il ruolo preponderante che sta svolgendo nelle lotte. Per fare un esempio potremmo citare il gioco, nato su twitter, “E' tutta colpa dei No Tav” che, in maniera ironica, ha permesso di diffondere in maniera capillare una critica alla campagna di colpevolizzazione del movimento, portata avanti dai media mainstream.
E' imprescindibile nel contesto odierno fare i conti con fenomeni quali la narrazione partecipata oltre che un'analisi di come la potenza mediale sia già, in potenza, potenza politica. La narrazione collettiva del post 15 ottobre romano è solo uno dei numerosi esempi che possono esser fatti e su Infoaut, grande spazio è stato dato sia alla discussione che alla produzione di analisi e punti di vista
La rete intesa, quindi, come strumento di lotta ma sempre ambivalente nel suo essere parallelamente chiave per la penetrazione economica, oltre che messa a valore costante dei nostri dati e delle nostre attitudini relazionali.
Sarà un'occasione per mettere in rete lotte che si stanno dando nelle varie città d'Italia: consci che gli attacchi all'autodeterminazione delle donne sono trasversali e che quella che qui si è chiamata delibera Ferrero ed ora proposta di legge 160, a Roma si chiama legge Tarzia e fa parte di un pensiero unico volto a minare la libertà di scelta delle donne oltre che a criminalizzarle.
Si produrranno e condivideranno saperi consapevolmente non neutrali, utilizzando l'interesezione di genere, classe e razza per leggere i processi che investono le nostre vite e... Perchè no? Si acquisiranno competenze tecniche per saperci muovere in maniera molto più agile e consapevole nel web.

Sarà un'occasione... da non perdere!
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Il programma -molto ricco- è stato organizzato in modo da poter essere seguito sia per singoli workshop che per itinerari tematici, per info e programma completo:

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