
Chi pensava di aver fiaccato la resistenza della valle piazzando di notte alcune trivelle per i carotaggi ha fatto male i suoi conti. Centinaia di persone si sono opposte ai sondaggi alla mattina prestissimo in giorni lavorativi e oggi hanno dimostrato che lo facevano in nome di tanti altri che fisicamente non potevano partecipare ai blocchi.
Chissà cosa racconteranno adesso Virano e il suo osservatorio, Antonio Ferrentino che ha voltato le spalle alla sua gente e i sindaci timorosi di esporsi con le fascie tricolori alla manifestazione.
La verità che tutti conoscono e che fa tremare da Berlusconi alla Bresso è che la partita, quella vera, si giocherà nel momento che ci sarà un tracciato definitivo e si apriranno i cantieri. Troppo facile riuscire a fare qualche sondaggio in un territorio che si estende da Torino a tutta la Val di Susa. Persino i siti scelti per i primi sondaggi sono stati quelli più difendibili, si sono visti bene da andare nel cuore no tav dei paesi della valle. Per fare questa operazione mediatica hanno usato 1500 fra poliziotti e carabinieri, cosa faranno quando dovranno aprire e difendere i cantieri?
Il movimento No Tav ha dimostrato non solo di non essere stato fiaccato, ma oggi ha dimostrato di essere più forte che mai. Quarantamila persone a manifestare non si erano neppure viste nelle straordinarie giornate del Dicembre 2005 con la ripresa dei cantieri di Venaus. Ed oggi a distanza di quattro anni rieccoli in piazza i valsusini. La loro determinazione, la fierezza dei loro occhi, il loro aver saputo costruire una comunità vera e unita ha prodotto questi risultati straordinari. C'è da scommeterci che resisteranno un minuto in più dei signori della Tav, sicuramente sarà dura, per loro.
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